Archivio | giugno 2009

Son tornataaaaaa

Finalmente sono qui.
Ieri sono uscita dall’ospedale.
E’ stata un’esperienza davvero scioccante, non tanto per me che ringraziando il cielo, me la son cavata con un intervento abbastanza semplice tutto sommato e non tanto doloroso, ma perchè ho visto da vicino una realtà davvero angosciante, tante persone sofferenti e tanta povera gente che era in cura con la chemioterapia.
Penso che tutti sappiano cosa comporti questa medicina.
Non osavo alzare gli occhi ogni volta che nei corridoi mi imbattevo con queste persone, mi facevano paura ed una grande tristezza.
Forse loro si aspettavano da me magari un sorriso, un saluto affettuoso, ma a me non veniva proprio da sorridere, ero come impietrita difronte a questa triste realtà, anche perchè non avevo mai avuto modo di vedere e rendermi conto dal vivo, insomma non ce l’ho fatta a dialogare con queste persone che invece avrebbero avuto tanto piacere e penso che avrebbero avuto un gran bisogno di parlare o scherzare con qualcuno.
Sono riuscita solo a dire un fievole buon giorno o buona sera, vergognandomi ogni volta per questo mio non essere aperta a loro con un gesto che tanto sarebbe servito ad allietarli.
Ma sicuramente cercherò di rimediare, anche perchè fra qualche giorno dovrò tornare in ospedale per la visita e la medicazione.
Pensavo anche alla mia situazione e a ciò che i medici in quei giorni mi avevano detto a proposito della mia malattia, che secondo loro essendo ad un primario stadio, ha ottime possibilità di guarigione totale. Sicuramente dovrò sottopormi a controlli specialistici, cure ed esami di routine per almeno 5 anni.
Mi ritengo per il momento fortunata di come siano andate le cose e ringrazio Dio che mi ha dato e mi sta infondendo tuttora una grande forza di animo e non solo, per la luce che mi ha sempre donato, la luce della fede in lui, che mi ha aiutato ad andare non solo in sala operatoria, ma di essere anche nel mio piccolo, aiuto e conforto di chi come me era ricoverata in quell’ospedale ed era mia compagna di stanza.
Io stessa mi sono meravigliata di quanta forza avessi di sorridere agli altri, quando invece dentro di me avrei voluto solo piangere come una bambina.
La sera stessa dopo l’operazione, imbottita di antidolorifico, ho raccolto tutte le forze che avevo e sono andata ad un concerto di musica leggera anni 60/70, organizzato all’interno e dallo stesso ospedale, per rendere la degenza dei pazienti meno dolorosa. Una band davvero eccezionale, tutti ragazzi impegnati e lavoratori in ospedali e opere di sostegno agli altri.
Questo tipo di esperienza, che io non auguro a nessuno, nemmeno al mio/a peggiore nemico/a se lo avessi, in me ha sortito il grande e meraviglioso rendermi conto, avendo la consapevolezza, di quanto meravigliosa è la nostra esistenza su questa terra, di quanto preziose sono tutte le persone che ci sono state messe vicino da Dio, l’importanza di una famiglia, l’affetto dei figli, la vicinanza degli amici, il lavoro ed i colleghi, anche la mia gatta che non vedo l’ora di riprenderla fra le mie braccia e coccolarmela un po’.
Detto ciò e sperando di non avervi annoiata, solitamente non amo scrivere interventi lunghi, ma questa volta non ho badato al numero delle righe, vi lascio a malincuore anche perchè è ora tarda.
Ancora un grazie infinito e pieno di affetto a tutti, per l’amicizia costante e per essermi stati sempre vicini e particolarmente in questo preciso e sofferto momento della mia vita, so che avete sofferto anche voi insieme a me e me ne dispiace, avrei voluto mettervi partecipi solo delle mie gioie, ma purtroppo questa volta è andata così. Non immaginate quanto siete tutti importanti e quanto vi voglio bene, anche se a volte non mi è possibile arrivare da tutti, ma sappiate che vi penso sempre con tanta gioia, siete i miei tesori Sorriso.
Auguro quindi a voi tutti miei cari amici una dolce e serena
accompagnata da un grande e forte abbraccio ed un bacio infinito,
ciaooooooo Sorriso
 
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AVVISO

Oggi mi è arrivata la chiamata dall’ospedale
e lunedì 22 dovrò ricoverarmi Triste Pensieroso
Non so per quanto tempo rimarrò li, quindi vi chiedo di pazientare, se non riuscirò a rispondere subito ai vostri saluti, perchè per ovvie…. ragioni, non avrò l’uso del pc.
So che mi mancherete, ma sarete sempre, anche nel mio silenzio, nei pensieri e soprattutto nel mio cuore.
Mi dispiace che non riuscirò a scrivervi come vorrei e quando vorrei, ma so che più avanti…. vi ritroverò tutti,
e siccome l’estate è alle porte…., una mia fotografia (di un anno fa circa) alla spiaggia di Riccione (RI), mi sembra indicata Animoticon
 
Vi voglio un mondo di bene, vi stringo forte forte a me e vi invio un mondo di baciiiiiii
Sorriso C I A O !!! Sorriso

Una semina speciale…….

PIANTARE I SEMI
Non giudichiamo ciascun giorno in base al raccolto che abbiamo ottenuto, ma dai semi che abbiamo piantato.
Accade a tutti di arrivare talora a sera, con le mani vuote e con l’anima amareggiata.
Forse ci si è mossi tanto, ci si è arrabattati in mille azioni, ci si è dati da fare anche in buona fede e i risultati sono stati insignificanti e persino inutili.
Capita spesso di provare questa sensazione di inutilità, talvolta aggravata dal fatto che anche i minimi esiti positivi, sono ignorati o snobbati dagli altri.
A me e a tutti propongo, allora, per quei giorni che hanno il sapore acre dell’insoddisfazione, questa bella frase di Robert L. Stevenson (1850-1894), sì, il celebre autore dello Strano caso del dottor Jekyll e il signor Hyde:
"più che mirare ai frutti che ondeggiano su un albero sontuoso,
pensiamo piuttosto al seme che abbiamo deposto".

Non di rado, infatti, non abbiamo risultati perchè ci siamo solo agitati senza scavare in profondità nel terreno della vita e del mondo. Il seme è l’inizio assoluto e necessario, ma è piccolo e nascosto e dev’essere curato con pazienza e amore, perchè sassi, rovi e animali lo possono rendere sterile. Il modesto e nascosto lavoro di tanti genitori, la generosità nel volontariato di tanti giovani, l’impegno quotidiano di tante persone, sono proprio questo "piantar semi". Il raccolto non è subito visibile; la costanza e l’attesa sono leggi dello spirito insuperabili. Anche il contadino deve attendere il fluire delle stagioni e la madre lo scorrere dei nove mesi.
Ma se hai seminato con amore,
alla fine un frutto ci sarà, anche se tu non lo potrai gustare. Sarà Dio

a raccoglierlo.
(Mons. Gianfranco Ravasi)
 
Buon weekend a tutti ed un fortissimo abbraccio, ciao Sorriso